Tutored incontra Silvia, Content Activation Specialist in Glovo

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Pubblicato 18 Marzo

La storia di Silvia: laurea in Marketing, esperienza nelle Junior Enterprise e, dopo un'esperienza in Dainese, oggi è Content Activation Specialist in Glovo

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?

Una volta concluso il liceo scientifico, desideravo intraprendere un percorso che mi permettesse di portare avanti la mia passione equivalente per lettere e numeri e l'ho trovato nel corso di laurea in Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Verona. Durante la triennale ho avuto l'opportunità di partecipare a un progetto che aveva l'obiettivo di fornire supporto ad alcune start up del territorio nella realizzazione di piani di marketing strategico, il tutto ai fini della presentazione di queste nuove realtà imprenditoriali a un pubblico di potenziali investitori; grazie a questa occasione ho avuto subito chiaro quale fosse l'ambito più in linea con le mie ambizioni e ho perciò deciso di proseguire con la laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione d'Impresa.

La scelta di dare continuità ai miei studi all'interno dello stesso ateneo è stata dettata dall'approccio pragmatico e avanguardista che questo ambiente universitario offre. Oltre a passare le ore sui libri, ho infatti potuto fin da subito dedicarmi ad attività e progetti che mi dessero la possibilità di toccare con mano quanto studiato; penso sia il modo migliore per metabolizzare le conoscenze e crearsi un certo bagaglio. 

 

Durante la tua carriera universitaria, hai fatto parte di JEst: puoi raccontarci di questa associazione e di cosa ti sei occupata tu?

Molto volentieri! JEst è una delle molte Junior Enterprise presenti in Italia e nel mondo: si tratta di un’associazione di studenti universitari che mettono assieme entusiasmo e competenze per dare vita a progetti che rispecchiano in tutto e per tutto i meccanismi di una realtà imprenditoriale. L’unica differenza è che trattandosi di un’associazione non c’è scopo di lucro.

Questi progetti riguardano in primo luogo iniziative mirate a creare un punto di contatto tra studenti e aziende in modo interattivo e coinvolgente, grazie a workshop o eventi mirati, come ad esempio il pluriennale Becoming Manager, una delle punte di diamante dell’associazione. Oltre a ciò, JEst offre veri e propri servizi di consulenza alle imprese e organizza eventi con testimonianze aziendali di grande ispirazione.

Io nello specifico facevo parte dell’area Marketing e Comunicazione, pertanto mi occupavo principalmente della gestione di tutti i nostri canali di comunicazione, social e non, collegati alla promozione degli eventi dell’associazione. Allo stesso tempo ho avuto l’opportunità di acquisire alcune competenze grafiche e pertanto ho potuto in seguito dare a mia volta supporto al team in questo ambito.

Credo che essere parte di una Junior Enterprise, specie se strutturata come JEst, sia un’incredibile occasione per mettersi in gioco e sfidare se stessi, che aiuta a sentirsi più sicuri e consapevoli nell’approccio col mondo del lavoro.

 

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

Senza dubbio i due pilastri extra-universitari più importanti per arrivare qui sono stati la menzionata avventura in JEst e l’esperienza di stage all’interno di un colosso pubblicitario come Ogilvy.

Durante l'ultimo anno di magistrale ero rimasta affascinata dal mondo delle agenzie di comunicazione, dalla prospettiva per cui una campagna di advertising ben costruita può creare un valore elevato e durevole. Incuriosita da questa realtà, ho intrapreso un processo di selezione e ho iniziato uno stage nel team Digital di Ogilvy Interactive come Community Manager. Qui ho avuto la grande opportunità di entrare in contatto non solo con i colossi del digitale come Facebook, Instagram e Spotify, ma anche di gestire in prima persona media planning e moderazione per diverse aziende-clienti leader dei settori food e beauty, quelli che mi stanno più a cuore.

Il consiglio che darei a chi sta studiando è di tenere sempre gli occhi aperti. Studiare è importante, ma sia la stessa università che l’ambiente circostante offrono un’infinità di occasioni da non lasciarsi scappare. Forse sembrerà un’assurdità, ma gli anni universitari ci mettono a disposizione una quantità di tempo che non tornerà mai indietro, vale la pena investirlo, anche a costo di fare qualche sacrificio.

 

Oggi lavori in Glovo: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni?

Premetto che da un lato devo ancora realizzare, considerando che fino a poco più di un mese fa facevo parte di Dainese S.p.A nel ruolo di Sales Training Specialist! In questa veste ero responsabile a 360 gradi di tutte le attività di training di prodotto rivolte ai dealers Dainese e AGV di tutto il mondo, sia face to face, che tramite piattaforma e-learning dedicata. Sebbene l’esperienza all’interno di Dainese abbia rappresentato per me uno step fondamentale della mia crescita professionale, ero consapevole da diverso tempo che il lavoro dei miei sogni avrebbe dovuto avere a che fare con il food & beverage, di cui sono una grande appassionata. Glovo mi attirava perché, oltre ad operare in questo ambito, è una start up (ma non so per quanto ancora potremmo definirla tale) dal cuore “smart”, innovativo e sostenibile, e credo nessuno abbia dubbi sul fatto che il mondo del delivery sta vivendo una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Il processo di selezione si componeva innanzitutto di un test di logica e della personalità da svolgere online. A seguire ho sostenuto tre step di colloquio: il primo conoscitivo, il secondo tecnico e il terzo culturale. Un percorso molto strutturato, che allo stesso tempo mi ha stupito per la sua rapidità e concretezza rispetto ai consueti processi di selezione.

 

Di cosa ti occupi in qualità di Content Activation Specialist in Glovo?

Hai presente quando apri l’app Glovo e tutto è (si spera) al posto giusto al momento giusto per ogni singola città d’Italia? Ecco, semplificando molto mi occupo di questo. La posizione di Content Activator è un trait d’union fondamentale nel coordinamento dei mondi operations, commerciale e marketing. Glovo sta marciando ad un ritmo per cui ogni mese solo in Italia apriamo più di 1.000 nuovi partner tra ristoranti, supermercati, farmacie e altri negozi retail. Per ciascuno di essi ci sono una serie di processi di gestione e attivazione da seguire ai fini di rendere il partner autonomo, efficiente e soddisfatto da un lato, ma soprattutto di ottimizzare la user experience del cliente finale dall’altro.

Accanto a ciò sta un attento processo di audit e controllo della qualità dei servizi forniti dal nostro Hub di Customer Service.

È un ruolo che, sebbene sia ancora in parte da scoprire, mi appassiona molto perché in un mercato così competitivo credo che le operations siano la chiave di volta: o cavalchi l’onda nel migliore dei modi o sei fuori.

 

Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che hanno un percorso di studi simile al tuo: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

Il mio consiglio è non aspettate. Viviamo in un mondo (del lavoro e non) che viaggia a una velocità

supersonica. Per quanto ci possa sembrare (e di fatto lo sia) faticoso arrivare al traguardo della laurea, da parte delle aziende si può percepire un’aspettativa che si spinge oltre al titolo di studio e va a sondare la curiosità e la capacità di mettersi in gioco dimostrata dal candidato negli anni precedenti. Perciò quello che consiglierei a chi sta ancora studiando è di cogliere qualsiasi occasione affine ai propri interessi e alle proprie passioni, anche non necessariamente legata con ciò che si sta studiando.

E l’altro suggerimento che vorrei dare è di non mollare, mai. Nemmeno adesso che tra un lock-down e l’altro ci sembra tutto un po’ più grigio. Le opportunità ci sono, sempre. Basta essere pazienti e resilienti e con la giusta determinazione nel costruire il percorso dei vostri sogni riuscirete a farvi spazio ovunque.

 

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