Studiare lingue all’università: quali scegliere?

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Pubblicato 17 Marzo

Inglese, francese e tedesco o lingue orientali? Come scegliere quale lingua studiare all’università?


L’offerta formativa dei vari atenei è sempre più varia e studiare lingue potrebbe non essere semplice. Conviene tuffarsi nelle lingue occidentali o orientarsi su quelle asiatiche? Studiare una lingua “maggiore” oppure osare e sceglierne una meno comune?

Partiamo da questo: nella scelta di quali lingue studiare, oltre alla spendibilità della lingua, dovresti anche tenere in considerazione quello che ti piace. Questo non soltanto per l’idea romantica di seguire le proprie inclinazioni (cosa tuttavia importante), ma per una questione ancora più pragmatica: lo studio di una lingua, per essere ottimale, richiede un’applicazione che non può essere limitata alle ore di lezione. Se studi una lingua che ti piace ci saranno più probabilità che ti dedicherai all’argomento anche nelle ore extra universitarie, acquisendo una competenza maggiore che si tradurrà in risultati migliori e conoscenze più approfondite. E questo, va da sé, potrà fare la differenza quando ti affaccerai sul mondo del lavoro.
 

Studiare lingue orientali?


Studiare lingue orientali può essere una scelta molto lungimirante. E’ superfluo elencare il numero di investimenti e scambi commerciali tra l’Italia e le nazioni dell’Estremo Oriente o il fatto che le realtà industriali cinesi, giapponesi e coreane forniscano beni di consumo al mondo intero.

Tuttavia, negli ultimi anni, le opinioni stanno diventando contrastanti. L’insularità del commercio europeo e la difficoltà a padroneggiare la lingua sembrerebbero infatti smentire l’equazione conoscenza del cinese = lavoro garantito. Questo perché studiare queste lingue all’università spesso non porta a una padronanza tale da garantire l’autonomia comunicativa. Tieni quindi presente che lo studio ottimale delle lingue orientali richiede una dedizione totale, ed è sempre meglio farlo nei paesi in cui queste lingue vengono parlate. 
 

Studiare lingue occidentali restando in Europa?


Se hai deciso di studiare le lingue occidentali “maggiori”, sappi che sei in ottima compagnia. La stragrande maggioranza degli studenti di Lingue infatti si specializza proprio in quelle più diffuse, come Inglese, Francese, Spagnolo o Tedesco. Ed è questo il primo aspetto su cui riflettere: la concorrenza. Se queste lingue sono effettivamente spendibili sul lavoro, è vero anche che dovrai sgomitare tra migliaia di altri laureati che hanno studiato le stesse cose. Per cui, se scegli di studiare queste lingue, tieni presente che la qualità del tuo sapere sarà ciò che farà realmente la differenza.


Le lingue meno parlate?

Il discorso è esattamente l’inverso se preferirai cimentarti nello studio di lingue “non convenzionali”(es.Olandese, Polacco, Neogreco o Finlandese). Se prendiamo ad esempio lingue come il Russo, il Portoghese o l’Arabo questa hanno un potenziale enorme in termini lavorativi.

Vantaggio:

L’alta specificità della propria competenza, comporta una certa appetibilità da un punto di vista lavorativo.

Svantaggio:

Dovrai considerare fin da subito il percorso post-laurea triennale (decidere se spostarsi all’estero/proseguire con specialistica)
 

Ogni ateneo è diverso, ma il consiglio sempre valido è quello di avere le idee ben chiare, prima di compilare il piano di studi. Frequenta qualche lezione per capire l’offerta formativa e l’approccio dell’insegnante, eviterai brutte sorprese e farai una scelta veramente consapevole.

 

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