Cos'è e come funziona un tirocinio formativo

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Pubblicato 29 Luglio

il tirocinio formativo è un periodo di formazione pratica che affianca o completa le conoscenze acquisite tramite gli istituti scolastici. Come funziona?


Quando si parla di tirocini formativi si intende un'esperienza temporanea di formazione e di orientamento al lavoro. Non bisogna pensare al tirocinio come a un rapporto di lavoro subordinato. Si tratta piuttosto di una formazione on the job, che permette di acquisire competenze pratiche e professionali.

Per realizzare un tirocinio formativo è necessario stipulare una convenzione tra l'ente promotore (università, scuola pubblica o privata, agenzia per l'impiego) e il soggetto ospitante (azienda, ente, cooperativa) e redigere un progetto formativo per il tirocinante. Ma nello specifico, come funziona e come si struttura un tirocinio?

 

Tirocinio formativo: normativa 2021

 

La normativa che governa i tirocini formativi è complessa e articolata, e presenta delle differenze se si parla di tirocini curriculari ed extracurriculari (su queste differenze abbiamo anche scritto un articolo: Differenze tra stage e tirocinio curriculare ed extracurricolare: durata, retribuzione, come funziona). Qui su Tutored ne riportiamo i punti principali, e di maggior interesse per gli studenti universitari:

-Quello del tirocinio formativo non è un contratto di lavoro, ma uno specifico contratto con le sue norme e particolarità che viene detto contratto di tirocinio o contratto di stage.

-In tutti i tirocini è previsto un Piano formativo individuale (Pfi), che definisce il percorso da seguire per tutta la durata del tirocinio e ne definisce gli obiettivi.

-Il tirocinio formativo coinvolge:

1) Il tirocinante, cioè la persona a cui è destinata questa esperienza;
2) L’ospitante, vale a dire l’azienda o la società presso la quale viene svolto il tirocinio;
3) Il promotore, che è il soggetto che avvia il processo con i compiti di progettazione, attuazione e monitoraggio.

-Il tutor deve:

1) favorire l’inserimento del tirocinante ed affiancarlo sul luogo di lavoro per tutto il periodo previsto dal piano formativo;
2) promuovere e supportare lo svolgimento delle attività ed il percorso formativo previsto, coordinandosi se necessario con altri colleghi;
3) aggiornare la documentazione relativa allo stage;
4) collaborare al dossier, alla relazione e all’attestazione finali.

Per informazioni su retribuzione e durata, rimandiamo a due paragrafi qua sotto.

 

Tirocinio formativo: curricolare ed extracurricolare


Le università e le scuole offrono la possibilità di svolgere uno stage presso aziende ed enti convenzionati. Gli studenti inseriscono il tirocinio all'interno del loro piano di studi. Una volta terminato il periodo di formazione, lo studente avrà accumulato dei Crediti Formativi Universitari indispensabili per terminare la carriera accademica.

Il tirocinio curricolare non mira principalmente a fare ottenere allo studente un posto di lavoro. Lo scopo principale è quello di rendere la formazione quanto più possibile completa, associando alle lezioni frontali anche delle attività pratiche.

Diversamente accade per i tirocini extracurricolari, che sono svincolati dalla carriera accademica. Lo scopo, infatti, è quello di aiutare lo stagista nella fase di transizione tra il termine degli studi e l'inizio dell'attività lavorativa.


Retribuzione e durata

Per il tirocinio formativo curricolare non è solitamente prevista una retribuzione. Il periodo di formazione, infatti, viene convertito in CFU, necessari per conseguire il titolo di studio. Il tirocinio curricolare si può protrarre finché lo studente non consegue il titolo. Generalmente, però, le scuole e le università stabiliscono un monte ore necessario all'acquisizione dei CFU.

 

I tirocini formativi extracurricolari sono un tipo di tirocinio retribuito, per i quali però non viene corrisposto uno stipendio (perchè il contratto non è un contratto di lavoro), ma un rimborso spese, che è obbligatorio. La somma varia da Regione a Regione. Alcune regioni in Italia sono più generose di altre: il Piemonte, ad esempio, prevede un rimborso mensile minimo di 600 euro, contro i 300 euro di Sicilia e Umbria. Il Lazio, adddirittura, prevede una retribuzione minima di 800 euro per un tirocinio full-time (qui tutti i dati regione per regione). La durata minima è in linea generale di 2 mesi (presentano eccezioni le aziende che lavorano stagionalmente, per cui si parla di 1 mese), e quella massima non può superare i 12 mesi.

I tirocini extracurricolari hanno infatti una durata variabile dai 3 ai 6 mesi, ma alcune aziende possono decidere di sfruttare il periodo massimo, appunto 12 mesi.

 

Il tirocinio formativo con Garanzia Giovani


Il progetto Garanzia Giovani è un piano europeo contro la disoccupazione tra i giovani. Nello specifico prevede un bonus di incentivi per le aziende che assumo i ragazzi come tirocinanti o apprendisti. Possono partecipare al programma i Neet, Not in Education Employment or Training, di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Il programma, peraltro, prevede anche la mobilità geografica o transnazionale: completare un'esperienza di stage in più regioni o più Paesi contribuisce ad arricchire il curriculum. Oltre a possibilità di tirocinio formativo, il progetto offre anche contratti di apprendistato. La finalità quindi, è del tutto formativa. L'apprendistato dura sei mesi, ma al termine del periodo le aziende possono decidere di inserire la risorsa a tutti gli effetti.

 


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