Tutored incontra Tommaso, Talent Development Specialist in Coca-Cola HBC

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Pubblicato 15 Aprile

Dopo la laurea in Psicologia del lavoro presso l'università di Torino, Tommaso oggi è Talent Development Specialist in Coca-Cola HBC

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?



Ho sempre avuto una naturale passione per le persone e una propensione all’ascolto e alla curiosità.

Osservare atteggiamenti e comportamenti in situazioni diverse per cercare di comprendere la complessità umana è ciò che mi ha spinto a scegliere una corso di laurea triennale in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso l’Università degli Studi di Firenze. Questo corso mi ha dato la possibilità di approfondire diversi aspetti delle infinite sfaccettature della psicologia (psicopatologia, neuroscienze, psicologia sociale, psicologia dinamica, psicologia dello sviluppo, …), di cui all’inizio non ero del tutto consapevole, e di appassionarmi, grazie ad alcuni docenti che ricordo sempre con molto piacere, alle tematiche relative alla psicologia del lavoro.

Ho approfondito quest’area con il corso di laurea magistrale in “Psicologia del Lavoro e del Benessere nelle Organizzazioni” presso l’Università degli Studi di Torino.

Questa esperienza mi ha permesso di uscire dalla comfort zone sia da un punto di vista accademico, grazie ai tanti lavori di gruppo (psicologia delle organizzazioni, psicologia della formazione, gestione risorse umane, ricerca in organizzazione, …) e alle collaborazioni con esterni, che da un punto di vista personale: trasferendomi a Torino ho aperto la mente, alzato la testa e preso consapevolezza dei miei obiettivi.


Prima di arrivare in Coca-Cola HBC, hai svolto uno stage in Banca IMI: di cosa ti sei occupato?

Terminata l’università ho fatto application per i dipartimenti HR di diverse realtà. Tutte a Torino, tranne una, quella dove effettivamente poi sono stato selezionato: la divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, Banca IMI.

Un mondo a me completamente nuovo, quello della finanza e degli investimenti, in una città che all’inizio mi spaventava, Milano. Altro salto fuori dalla comfort zone!

Nel reparto Personale di Banca IMI mi sono occupato della selezione di figure in stage per diverse aree aziendali (finanza strutturata, M&A, trading, loan agency, …) e ho supportato gli HR Business Partner in tematiche relative alla formazione e alla valutazione delle performance.

Oltre all’aspetto tecnico, questa esperienza mi ha permesso di essere inserito in un ambiente e una cultura a me lontani e quasi totalmente sconosciuti, ma di cui ho trovato molto stimolante la complessità e la struttura, che ho osservato sempre con molta curiosità e che porterò sempre con me.

 
Oggi lavori in Coca-Cola HBC: come hai conosciuto questa realtà? 
Di cosa ti occupi in qualità di Talent Development Specialist in Coca-Cola HBC? Quali sono le principali differenze con il tuo precedente ruolo (Talent Acquisition & Employer Branding)?


Il brand Coca-Cola è un’icona del mondo F&B ed è conosciutissimo da tutti, in tutto il mondo. Il sistema Coca-Cola, però, è molto complesso. Ne ho approfondito i dettagli prima di approcciarmi a Coca-Cola HBC tramite internet, utilizzando LinkedIn, il sito aziendale ed altre fonti (articoli, news, forum, Wikipedia, …). E’ proprio attraverso LinkedIn che nel Febbraio 2019 ho fatto application alla posizione di Talent Acquisition & Employer Branding Intern.

In questa posizione mi sono occupato, in un primo momento delle selezioni degli stagisti in tutte le aree aziendali (Trade Marketing, Sales, Supply Chain, Finance, Legal, HR, …) e di eventi con le università in tutta Italia, mentre nella seconda parte della mia esperienza nel team TA, ho gestito processi di selezione più complessi (assessment, role-play, business case) per figure più strutturate, sempre con un taglio trasversale a tutte le funzioni.

Adesso, da un anno, mi occupo di Talent Development, “l’altra faccia”, se vogliamo, delle aree soft delle Risorse Umane. Gestisco il nostro processo di performance management (Performance4Growth), i piani di successione e i nostri programmi di accelerazione e sviluppo di talenti (Fast Forward).

Il mio focus quindi non è più verso il mercato esterno col fine di supportare il business nelle ricerche, come nella mia posizione precedente, ma verso l’interno, con il fine di garantire alle nostre persone un corretto ed adeguato sviluppo nell’organizzazione, in allineamento con tutti gli altri paesi del Gruppo.

Ciò che accomuna invece entrambi i ruoli è il dinamismo e l’attenzione per le persone, che fanno parte della cultura di Coca-Cola!


Una domanda per tutti coloro che ambiscono a lavorare in una realtà come quella dove lavori tu: qual è la differenza tra Coca-Cola Hellenic Bottling Company e Coca-Cola?

Coca-Cola HBC gestisce le attività di imbottigliamento e distribuzione dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company, incluse le varie attività di marketing B2B. The Coca-Cola Company, invece, è proprietaria sia del concentrato alla base dei nostri prodotti sia dei vari marchi e per questo si occupa di tutte le attività di marketing B2C. Insieme formiamo quello che noi chiamiamo il “Sistema Coca-Cola” perché pur essendo due realtà “distinte” siamo in costante contatto ed allineamento su progetti, attività, iniziative, lanci di prodotti, innovazioni.

Coca-Cola HBC è presente in 28 paesi, tra cui l’Italia, che è da sempre considerato un Paese strategico per tutti il Sistema Coca-Cola. In totale siamo circa 2.000 persone, tra mercato, l’headquarter di Milano e i 5 stabilimenti produttivi a Nogara (VR), Roccaforte di Mondovì (CN), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e Rionero in Vulture (PZ). 

 
Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel mondo HR: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?


Avrei piacere di lasciare due messaggi ai giovani ragazzi che si approcciano al mondo del lavoro:

1. Non date mai niente per scontato! Impegnatevi sempre al massimo e rimanete aperti a valutare scenari inaspettati. Stiamo vivendo l’era dell’incertezza e dell’ambiguità, e nel 90% dei casi il percorso prestabilito non è quello che poi effettivamente si concretizza: ci sono infinite strade per raggiungere i propri obiettivi.

2. Fate domande e chiedete feedback! Questo in generale, ma nello specifico per la funzione HR. Essa, in quanto funzione trasversale, non può essere esperta di tutto, quindi è necessario avere sempre un approccio curioso ed aperto, ma anche critico e costruttivo. Con se stessi e con gli altri, al fine di migliorarsi costantemente e sfidare lo status quo!

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