Tutored incontra Valeria, National Key Account Manager Discount & Amazon in Danone

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Pubblicato 5 Gennaio

Dal giornalismo al marketing nel settore FMCG: il percorso di Valeria


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In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Il mio percorso universitario non è stato molto convenzionale. A 18 anni ero una ragazzina appartenente a una minuscola realtà di provincia di una piccola regione come il Molise che cercava di trovare la propria strada: sapevo che avrei potuto trovarla solo andando molto lontano da casa.

Il mio grande sogno da appassionata di calcio era quello di diventare giornalista sportiva, per cui la mia prima scelta è stata quella di iscrivermi all’indirizzo di giornalismo della laurea triennale in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano.

Dopo aver realizzato questo sogno lavorando in stage presso il canale Sky della Juventus (ancora oggi mi sembra di averlo sognato!), ho capito che quel percorso non mi avrebbe potuto portare presto a un’indipendenza economica di cui necessitavo per non gravare sui miei genitori.

Inizialmente a malincuore, ho reindirizzato la mia carriera iscrivendomi alla laurea specialistica in Comunicazione d’Impresa e Marketing Management sempre presso la Cattolica di Milano. In seguito, ho capito che questo mondo, più economico, stabile e concreto, mi appassionava anche di più del giornalismo.


Quanto è importante, secondo te, un'esperienza di studio all'estero?


Al giorno d’oggi è indispensabile. Quando ho cercato di staccarmi dal mondo del giornalismo per entrare in un contesto aziendale, un grande aiuto mi è stato dato dalla mia esperienza di studio estiva alla Boston University.

La Summer School mi ha permesso di sostenere uno dei miei esami curriculari della laurea specialistica, oltre ad avermi aperto la mente. Dopo quell’esperienza, infatti, sono diventata una viaggiatrice accanita, più di quanto non lo fossi già. Avere sul curriculum l’esperienza all’estero mi ha permesso di differenziarmi da altri candidati e di essere selezionata subito dalla prima azienda a cui avevo inviato la mia candidatura.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? 


Lo stage curriculare svolto presso GEFCO, azienda di logistica a suo tempo del gruppo PSA, è stato fondamentale per me. Mi ha permesso prima di tutto di conoscere la realtà aziendale per la prima volta e in secondo luogo, dopo aver concluso il mio percorso di studi, quell’esperienza sul curriculum abbinata allo studio all’estero è stata valutata positivamente dalle grandi realtà fin da subito. Uscire dall’università oggi e trovare subito lavoro non è semplice: bisogna dimostrare di avere un valore aggiunto per farsi assumere.

Durante il percorso di laurea specialistica avevo capito che avrei dovuto fare di più del semplice “laurearmi”, quindi ho anticipato quasi tutti gli esami del secondo anno al primo e il secondo anno l’ho dedicato a tre cose: esperienza all’estero, stage curriculare in azienda, laurea con il massimo dei voti alla prima sessione disponibile. È stata dura, ma il mio motto è “volere è potere”!


Oggi lavori in Danone: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni?  


Danone è arrivata nella mia vita in un momento tanto difficile quanto inaspettato. 
Era l’inizio della pandemia in Italia quando ho visto l’annuncio della posizione aperta su LinkedIn. Non ero esattamente alla ricerca di un nuovo lavoro perché stavo molto bene in Mars, la mia precedente azienda, ma eravamo tutti a un punto di stallo a causa della ristrutturazione aziendale e io mi sentivo pronta per un cambiamento. Ho quindi ben pensato di crearmi un piano B che sarebbe poi diventato il piano A.

Le selezioni, a causa del Covid, si sono svolte tutte in via telematica nel corso di un mese e mezzo. C’è stato un momento in cui nessuno sapeva come si sarebbero evolute le cose, per cui c’è voluto più tempo delle normali selezioni per decidere quale fosse la strada giusta per terminarle. Devo dire che questa modalità di selezione inizialmente mi spaventava, perché si sa che di persona è più facile far passare alcuni messaggi.

In realtà con le selezioni in Danone mi sono sentita immediatamente a mio agio con tutti gli interlocutori, dalle risorse umane, alla mia attuale responsabile fino al direttore vendite.


Di cosa ti occupi in qualità di National Key Account Manager Discount & Amazon in Danone?


Il mio ruolo è quello di responsabile nazionale del canale Discount, quindi mi occupo di gestire gli accordi commerciali con clienti come Lidl, Penny e Aldi che in questo particolare periodo sono diventati chiave per la crescita del mercato italiano.

Uno dei motivi per cui ho scelto questo ruolo è perché si tratta di un canale molto dinamico, in forte crescita e con grande imprenditorialità, per cui mi sta permettendo di imparare tantissimo, interfacciandomi con molti reparti dell’azienda. 

Inoltre ho in gestione anche Amazon, un cliente sicuramente “speciale” che mi sta permettendo di conoscere un’altra realtà fortemente in crescita come l’e-commerce.


Prima di arrivare in Danone, hai lavorato in altre prestigiose realtà come RB, SC Johnson e Mars. Puoi raccontarci brevemente di queste esperienze?


RB e SC Johnson sono state le mie aziende “di passaggio” ma fondamentali per capire in che ruolo mi vedessi in questo mondo del FMCG. In entrambe, in cui ho svolto ruoli rispettivamente nel trade marketing e nel marketing, ho preso consapevolezza della realtà a cui mi stavo indirizzando e sempre di più, man mano che andavo avanti, capivo che in base alle mie caratteristiche naturali avrei reso al meglio nel dipartimento Sales.

Sia in RB che in SC Johnson per motivi differenti non c’era la possibilità di spostarsi dove volevo e, inoltre, appena uscita dall’università avevo il sogno di entrare nel mondo del Food.

Per mia fortuna nel 2017 è arrivata Mars, in cui sono rimasta per 3 anni, svolgendo ruoli Sales nel sud Italia ed è proprio Mars che mi ha permesso di crescere sia a livello umano che professionale e a cui devo la persona realizzata che sono oggi. 


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