Pubblicato il 27 Jul 2020
Pubblicato il 27 Jul 2020
Studiare Ingegneria tra Bari, Torino e Valencia: il percorso di Michele, Product Application Engineer in Schneider Electric

Studiare Ingegneria tra Bari, Torino e Valencia: il percorso di Michele, Product Application Engineer in Schneider Electric


Dopo la laurea triennale, Michele si è spostato a Torino per proseguire gli studi. Da quel momento, si è aperto alle sfide mettendosi alla prova da un punto di vista accademico e lavorativo.

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 


Dopo aver terminato gli studi in un liceo scientifico la scelta è stata naturale: ho seguito le mie inclinazioni e le materie che mi suscitavano maggiore curiosità. Mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria elettrica del Politecnico di Bari. 

Conseguita la laurea triennale, mi sono lanciato in una nuova sfida: ho lasciato Bari, la mia città, per proseguire il mio percorso di studi a Torino, frequentando il corso di laurea magistrale in Ingegneria elettrica. Un'esperienza che mi ha permesso di adattarmi a nuove situazioni da un punto di vista umano e sociale. Durante entrambi i percorsi universitari, a Bari e Torino, ho potuto approfondire le mie conoscenze e migliorare la mia preparazione grazie alla professionalità e alla disponibilità dei docenti che ho incontrato. 


Hai anche svolto un periodo di studi all'estero: quanto è importante secondo te compiere una parte del proprio percorso fuori dall'italia e dalla propria comfort zone? 


Durante la laurea magistrale al Politecnico di Torino ho scelto di mettermi nuovamente in gioco: ho partecipato al bando di mobilità Erasmus, per un periodo di studi all’estero. Ho ottenuto una borsa di studio per un periodo di sei mesi presso la Universidad Politecnica de Valencia, in Spagna. 

Credo che sia fondamentale compiere una parte del percorso di studi fuori dall’Italia, per mettersi alla prova in circostanze totalmente diverse, dalle differenze culturali a quelle linguistiche, alle differenti modalità di insegnamento e di rapporto docente-studente. Ammetto che all'inizio è stata molto dura, ma dopo meno di un mese ero riuscito ad integrarmi perfettamente, fiero di aver superato da solo tutti gli ostacoli che quella nuova esperienza mi stava ponendo. 

Studiare all'estero mi ha permesso di scoprire nuove possibilità di vita, di studio e di carriera. Mi ha permesso di capire in quale ambito lavorativo e in quale percorso posso dare il mio meglio, sulla base delle mie potenzialità caratteriali e delle mie conoscenze. 


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento? 


Sicuramente lo sport. Durante i miei studi, sin dal liceo, ho sempre praticato sport (calcio, tennis, squash). Svolgendo attività extra-universitarie ho imparato a gestire al meglio i tempi di studio, e in seguito anche di lavoro. 

Lo sport non mi ha soltanto insegnato una migliore ottimizzazione del tempo. Dal calcio, per esempio, ho imparato a confrontarmi con gente diversa e con un percorso di vita diverso dal mio, ma anche a condividere uno stesso obiettivo con il team. 

Dagli sport individuali ho imparato che solo il lavoro costante e quotidiano degli allenamenti ci permette di raggiungere traguardi a lungo termine. 

Il consiglio più importante che do a chi frequenta l’università è di accettare qualsiasi sfida si presenti, senza aver paura di sbagliare. 

Altro consiglio è quello di essere curiosi: io lo sono tuttora e continuo a chiedermi il perché di qualsiasi cosa ignori, perché non si finisce mai di imparare. 


Oggi lavori in Schneider Electric: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni? 


Sono in Schneider da Agosto 2019, a seguito di un processo di selezione di tre step. 

Il primo conoscitivo con le HR dove mi sono state poste una serie di domande e test psicoattitudinali per valutare le mie soft skills. Il secondo step è stato di carattere tecnico mentre il terzo ed ultimo step è stato maggiormente di carattere motivazionale. 

Conoscevo molto bene la realtà di Schneider sin dall'università, così come il tipo di ruolo. Avevo le idee chiare sulla mia vita accademica e lavorativa. 


Di cosa ti occupi in qualità di Product Application Engineer in Schneider Electric? 


Sono Product Application Engineer per soluzioni di automazione industriale nelle regioni Puglia e Basilicata e sono nel team sales con un ruolo tecnico-commerciale. 

Mi occupo di supportare i clienti nella scelta di prodotti di automazione industriale offrendo una soluzione personalizzata alle loro esigenze, pertanto li seguo anche nelle fasi del post-vendita, condividendo il know how e gestendo la fase di education del personale tecnico. 

Ovviamente lavorando in una realtà strutturata con soluzioni tecnologiche diversificate mi capita spesso di dover collaborare con colleghi di altri team per progetti condivisi, dove ovviamente diventa indispensabile svolgere attività di team working. 


Sei un recruiter? Scopri come digitalizzare le strategie di employer branding e recruiting della tua azienda grazia a tutored. Attrai e assumi giovani talenti: scopri Tutored Business.

Dopo la laurea triennale, Michele si è spostato a Torino per proseguire gli studi. Da quel momento, si è aperto alle sfide mettendosi alla prova da un punto di vista accademico e lavorativo.

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All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 


Dopo aver terminato gli studi in un liceo scientifico la scelta è stata naturale: ho seguito le mie inclinazioni e le materie che mi suscitavano maggiore curiosità. Mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria elettrica del Politecnico di Bari. 

Conseguita la laurea triennale, mi sono lanciato in una nuova sfida: ho lasciato Bari, la mia città, per proseguire il mio percorso di studi a Torino, frequentando il corso di laurea magistrale in Ingegneria elettrica. Un'esperienza che mi ha permesso di adattarmi a nuove situazioni da un punto di vista umano e sociale. Durante entrambi i percorsi universitari, a Bari e Torino, ho potuto approfondire le mie conoscenze e migliorare la mia preparazione grazie alla professionalità e alla disponibilità dei docenti che ho incontrato. 


Hai anche svolto un periodo di studi all'estero: quanto è importante secondo te compiere una parte del proprio percorso fuori dall'italia e dalla propria comfort zone? 


Durante la laurea magistrale al Politecnico di Torino ho scelto di mettermi nuovamente in gioco: ho partecipato al bando di mobilità Erasmus, per un periodo di studi all’estero. Ho ottenuto una borsa di studio per un periodo di sei mesi presso la Universidad Politecnica de Valencia, in Spagna. 

Credo che sia fondamentale compiere una parte del percorso di studi fuori dall’Italia, per mettersi alla prova in circostanze totalmente diverse, dalle differenze culturali a quelle linguistiche, alle differenti modalità di insegnamento e di rapporto docente-studente. Ammetto che all'inizio è stata molto dura, ma dopo meno di un mese ero riuscito ad integrarmi perfettamente, fiero di aver superato da solo tutti gli ostacoli che quella nuova esperienza mi stava ponendo. 

Studiare all'estero mi ha permesso di scoprire nuove possibilità di vita, di studio e di carriera. Mi ha permesso di capire in quale ambito lavorativo e in quale percorso posso dare il mio meglio, sulla base delle mie potenzialità caratteriali e delle mie conoscenze. 


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento? 


Sicuramente lo sport. Durante i miei studi, sin dal liceo, ho sempre praticato sport (calcio, tennis, squash). Svolgendo attività extra-universitarie ho imparato a gestire al meglio i tempi di studio, e in seguito anche di lavoro. 

Lo sport non mi ha soltanto insegnato una migliore ottimizzazione del tempo. Dal calcio, per esempio, ho imparato a confrontarmi con gente diversa e con un percorso di vita diverso dal mio, ma anche a condividere uno stesso obiettivo con il team. 

Dagli sport individuali ho imparato che solo il lavoro costante e quotidiano degli allenamenti ci permette di raggiungere traguardi a lungo termine. 

Il consiglio più importante che do a chi frequenta l’università è di accettare qualsiasi sfida si presenti, senza aver paura di sbagliare. 

Altro consiglio è quello di essere curiosi: io lo sono tuttora e continuo a chiedermi il perché di qualsiasi cosa ignori, perché non si finisce mai di imparare. 


Oggi lavori in Schneider Electric: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni? 


Sono in Schneider da Agosto 2019, a seguito di un processo di selezione di tre step. 

Il primo conoscitivo con le HR dove mi sono state poste una serie di domande e test psicoattitudinali per valutare le mie soft skills. Il secondo step è stato di carattere tecnico mentre il terzo ed ultimo step è stato maggiormente di carattere motivazionale. 

Conoscevo molto bene la realtà di Schneider sin dall'università, così come il tipo di ruolo. Avevo le idee chiare sulla mia vita accademica e lavorativa. 


Di cosa ti occupi in qualità di Product Application Engineer in Schneider Electric? 


Sono Product Application Engineer per soluzioni di automazione industriale nelle regioni Puglia e Basilicata e sono nel team sales con un ruolo tecnico-commerciale. 

Mi occupo di supportare i clienti nella scelta di prodotti di automazione industriale offrendo una soluzione personalizzata alle loro esigenze, pertanto li seguo anche nelle fasi del post-vendita, condividendo il know how e gestendo la fase di education del personale tecnico. 

Ovviamente lavorando in una realtà strutturata con soluzioni tecnologiche diversificate mi capita spesso di dover collaborare con colleghi di altri team per progetti condivisi, dove ovviamente diventa indispensabile svolgere attività di team working. 


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