Tutored
3/08/2018
Udine, Dublino e San Francisco: il percorso di Arjuna passando per Facebook

Arujna, dopo aver lavorato come sviluppatore web da Facebook Dublin, è entrato a far parte del team di Evensi.com, un'innovativa startup con uffici in California e Modena.

Qual è stato il percorso dalla laurea in Italia alla Silicon Valley/Facebook?

Dopo la laurea magistrale in Information Technology all’Università degli Studi di Udine ho lavorato per circa un anno come ricercatore presso il laboratorio di intelligenza artificiale della stessa università, e poi mi sono spostato a Dublino con la voglia di imparare l’inglese e fare un’esperienza all’estero. 

Correva l’anno 2008 e nonostante lo scoppio della crisi economica, nel giro di qualche settimana ho trovato lavoro come sviluppatore web in una startup fichissima e sono rimasto lì per due anni, fino a quando Facebook mi ha scovato su LinkedIn ed offerto un lavoro nella sede di Dublino. Dopo due anni abbondanti in Facebook Dublin, ho colto l’opportunità di trasferirmi in California per lavorare nell'headquarter di Menlo Park. 

Lavorando a lungo in una tale azienda, si accumula un impagabile bagaglio di esperienze, sia umane che professionali, ma dopo tanti anni c’è sempre il rischio che le cose tendano a diventare meno un sfida e più una routine. Raggiunto il sesto “Faceversary” ho avuto il sentore che la mia crescita stesse in qualche modo rallentando, ed è questo il momento in cui ho deciso di cambiare vita. 

Per soddisfare la mia sete di nuove sfide, sono entrato a far parte del team di Evensi.com, una startup americana con un ufficio a San Francisco ma con il dipartimento di sviluppo a Modena.

 

Hai recentemente deciso di cambiare azienda, come è cambiata la tua "giornata tipo" da Facebook a una startup?

Quando sono entrato in Facebook eravamo in circa 3.000, dopo 6 anni e mezzo ho lasciato l’azienda con ben 25.000 dipendenti. Ritornare a lavorare in una startup come Evensi.com oggi significa un po’ ritornare al Facebook di qualche anno fa: team piccoli ed agguerriti, velocità di esecuzione e flessibilità organizzativa, e sempre troppo poche persone per la quantità di lavoro che si vuole fare.

La mia giornata tipo non è realmente cambiata di molto: in Facebook gestivo un team di 5 persone e dividevo il tempo tra meeting e scrittura di codice; adesso passo forse più tempo in pianificazione strategica e gestione della crescita, soprattutto del dipartimento di engineering, però cerco sempre di ritagliarmi del tempo per scrivere codice.

 

Quale consiglio daresti a un laureando in ingegneria che sogna di lavorare nella Silicon Valley?

Obiettivamente, il linguaggio di programmazione in sé è irrilevante, quello che è essenziale è avere solide basi e la capacità di imparare rapidamente. Facebook ad esempio permette di fare i 4 colloqui di programmazione in qualsiasi linguaggio e poi, dopo l’assunzione, ci penserà l’azienda a fornire le basi di Hack/PHP o qualsiasi linguaggio sia necessario.

Nella mia breve carriera non sono mai stato assunto per scrivere codice in un linguaggio che già conoscevo: al laboratorio universitario si usava Java, la prima startup a Dublino lavorava in Perl e Haskell, Facebook principalmente usa Hack/PHP e C++, in Evensi.com usiamo molto Python e PHP.

Molto pragmaticamente direi che se uno studente oggi volesse specializzarsi in un linguaggio particolare è sempre bene analizzare il mercato e trovare l’ottimo tra quantità di offerte di lavoro e salario medio corrisposto =)

Se c'è un consiglio che che vorrei arrivasse a chi si deve costruire un carriera oggi è il non smettere mai di imparare, cercare sempre una sfida da affrontare che ti metta in difficoltà ma che ti permetta di crescere professionalmente e personalmente. Quando vivevo a Dublino, ad esempio, mi sono iscritto ad un corso serale di Human Computer Interactions al Dun Laoghaire Institute of Art, Design & Technology e lo scorso anno, quando lavoravo ancora da Facebook ho conseguito il CORe Certification in Business Analytics, Economics for Managers, and Financial Accounting della Harvard Business School.

Questi mi sono serviti per espandere la mia base di conoscenze ed avere una visione più completa su aspetti non necessariamente collegati alla programmazione in sé.

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